> 2° Freak Out Fest <
indie rock festival
5 e 6 Settembre 2001 Mostra d'Oltremare, Napoli
ingresso via Marconi lato RAI


PROGRAMMA

mercoledi 5/9

+ Proteus 911 - Retina.it
giovedi 6/9
Three Second Kiss
ZU
Blessed Child Opera
Missselfdestrrruction

una produzione Freak Out Agency - Ufficio K
In collaborazione con Movimenti in libertà
infoline 081/8822687 3395840777

…un'occasione per il pubblico di vivere come esperienza diretta le performance di artisti dal differente calibro di popolarità ma dallo spessore artistico tale da renderle degne di nota nell'ambito del calendario live italiano, e degne di una cornice spettacolare come la Mostra d'Oltremare, che ha rimpiazzato quella preannunciata dell'Arenile di Bagnoli. Far sentire la propria voce. Una voce che è punto di riferimento sempre più rilevante nell'ambito dell'informazione sulla musica indipendente, italiana e non. L' allestimento di una "vetrina" su questo universo musicale, per dimostrare con fatti concreti che questo universo esiste e ha tutte le carte in regola per essere proposto a migliaia di appassionati che altro non chiedono se non una valida alternativa ai soffocanti tormentoni da hit parade.
Freak Out e Ufficio K credono fermamente nell'interesse da parte di questi appassionati e nella necessità di costruire eventi che lo tengano sempre vivo, così come crede nella possibilità di suscitarlo, tale interesse, in chi non ha ancora avuto il coraggio o la possibilità di spingersi alla ricerca di una dimensione musicale "vera" e in continua evoluzione come quella dell'indie-rock.

 

Programma:
5 settembre 2001.
Ore 18.00 STEVE ALBINI incontra i musicisti napoletani e la stampa. Coordina Max Prestia- Rockstar.
STEVE ALBINI - Fondatore della Touch & Go, gruppo Southern, e produttore di dischi per decine di band - non solo di quest'etichetta -, alcune delle quali definitivamente scolpite nella pietra della storia: Nirvana, Pixies, PJ Harvey, Blonde Redhead, Page & Plant, Jesus Lizard, Jon Spencer, i nostri Uzeda, Dirty Three, Girls Against Boys.
Ore 21.30 Concerti -

PROTEUS 911 (SA) - SHELLAC (Chicago-USA) - RETINA.it (NA)

6 settembre 2001.
Ore 21.30 concerti:
- MISSSELFDESTRRRUCTION (NA)
- BLESSED CHILD OPERA (NA)
- ZU (Roma) - THREE SECOND KISS, (BO)

A dare rilevanza a questa seconda edizione del Freak Out Festival sarà la presenza, come headliner, degli SHELLAC di Mr. STEVE ALBINI, la sera del 5 settembre.
Nato in California ormai 40 anni fa da genitori torinesi, Steve era critico musicale a Chicago quando, nel 1983, fece irruzione nella scena musicale indipendente con lo pseudonimo Big Black e con una miscela esplosiva di rock deviato, cacofonico, malato, grottesco. Pulsazioni funk-industrial, tradizione new-wave, urgenza e nevrosi punk, brutalità hardcore-metal, noise assordante, questi erano i marchi di fabbrica del "grande nero", un sottoprodotto violento e criminale del claustrofobico tessuto provinciale a stelle e strisce.
Dura quattro anni questa esperienza estrema, terminata la quale Albini, senza perder tempo, dà vita ai Rapeman, eloquenti già dal nome nell'intenzione di coniare un degenerato esemplare di rock-spazzatura. Scompaiono i ritmi sintetici ed entra prepotentemente in primo piano la chitarra tagliente e sconvolta di Albini. Ancora una volta è provocazione allo stato puro, cupa minaccia, aggressione sonora, trasgressione e intransigenza. Durano poco i Rapeman, Albini si ritira dalle scene per protesta contro l'industria discografica, ma senza tacere. Anzi, è questo il momento per dire la sua sotto un'altra veste.
Fonda la Touch & Go, gruppo Southern, e produce dischi per decine di band - non solo di quest'etichetta -, alcune delle quali definitivamente scolpite nella pietra della storia: Nirvana - per il cui "In Utero" fu ricoperto lo studio di microfoni onde poter cogliere tutti i riverberi degli strumenti -, Pixies, PJ Harvey, Blonde Redhead, Page & Plant, Jesus Lizard, Jon Spencer, i nostri Uzeda, Dirty Three, Girls Against Boys. Un'attività frenetica, lontano dai palchi, nella quale non mancano però gli spiragli per dare vita al suo terzo episodio musicale, gli odierni Shellac.
Tre dischi all'attivo, a partire da "At Action Park" del 1994, passando per "Terraform" del 1998, fino a "1000 Hurts" dello scorso anno.
Dischi in cui la tensione regna ancora sovrana, ma in una forma più cerebrale, più profonda, sempre incisiva ma meno distruttiva delle due precedenti esperienze. Un sound che si rivelerà fondamentale per le frange più dure del post-rock a venire. Pagato il dovuto e sostanzioso tributo di cronaca a Mr. Steve Albini, i nostri riflettori si spostano verso coloro i quali - degnamente, ne siamo sicuri - accompagneranno questa icona vivente del rock indipendente nel terzo Freak Out Festival.
La giornata del 5 settembre, oltre agli Shellac, vedrà le esibizioni dei RETINA.it di Lino Monaco e Nicola Buono, e dei Proteus 911. I primi, napoletani, si distinguono per un elettronica edificata secondo i dettami di casa Warp, densa nei suoi strati di "magma" elettronico e fluente nelle sue progressioni, vicina alla techno-ambient ma con un ritmo downbeat lontano da ossessive marzialità hard-electro. Degno riconoscimento di tale creatività è il recente "Volcano.Waves.1-8", licenziato oltreoceano dalla Hefty records, Chicago. Niente male. Calabresi, e più giovani, i PROTEUS 911.
Immaginifici e minimali, il loro post-rock teso e cerebrale li ha portati quest'anno al wake-up stage di Arezzo Wave, in qualità di vincitori delle relative selezioni regionali. Il futuro è rosa per loro. Lasciato Steve Albini e i suoi Shellac, la giornata del 6 settembre vedrà un palco tutto italiano ma carico di un'intensità che non farà rimpiangere la serata precedente.
Anche perché l'Italia che vedremo ha saputo ritagliarsi un'adeguata notorietà anche, e forse soprattutto, fuori dalla penisola. Fatta eccezione per i napoletani MISSSELFDESTRRRUCTION, al servizio della strampalata e anarchica Snowdonia records, energici, sporchi e con un microfono affidato a una novella PJ Harvey prima maniera, è il mercato estero il terreno di conquista dei gruppi protagoinsi di questa serata. Paolo Messere, aka BLESSED CHILD OPERA, non è un nome nuovo nel nostro panorama. Pioniere del noise e del post-rock a Napoli negli scorsi anni con i disciolti Silken Barb, Paolo Messere ha conosciuto la ribalta dei palchi oltreconfine quando ha messo la sua chitarra al servizio dei transalpini Ulan Bator nel loro tour dello scorso anno.
Oggi il progetto Blessed Child Opera rappresenta, nelle fattezze dell'omonimo disco licenziato da Zzz... produzioni, la volontà di esplorare il sentiero oscuro e intimistico delle oblique sonorità post, quello che porta ai bassi volumi di Smog, Will Oldham e Songs:Ohia. Già ben lanciati nelle attenzioni del pubblico a stelle e strisce sono invece Zu e Three Second Kiss.
Gli ZU, romani, nascono nel 1997 dalle ceneri dei Gronge e non perdono tempo nell'affermarsi tra i capofila, nel vecchio continente, di un sound, quello noise-jazz o jazz-core o come lo si vuol chiamare, che ha in New York e Chicago i suoi centri nevralgici. Da subito è chiaro che è questo l'orizzonte cui dover guardare per ottenere un qualche riscontro e gratificazione da questa musica così nervosa e schizofrenica. Occasione colta al volo nei tour che hanno visto il trio al fianco di grossi nomi dell'avant-rock mondiale quali Half Japanese, Nomeansno, The Ex e The Ruins. Senza contare il disco d'esordio, "Bromio", realizzato con l'apporto della tromba di Roy Paci, o il successivo "The Zu Side Of Eugene Chadbourne", che ha visto la presenza dello sperimentatore statunitense di cui al titolo, entrambi distribuiti da Southern oltreoceano. E sempre del gruppo Southern è l'etichetta cui sono approdati i bolognesi THREE SECOND KISS, ossia la Slowdime.
Un corteggiamento iniziato nel 1998 a Castrovillari nel concerto che li vide impegnati al fianco di June Of 44 e Shipping News, proseguito poi nello US tour realizzato di spalla ai primi, e conclusosi, appunto, con la pubblicazione di "Focal Point", nel 1999, per la citata etichetta. Disco preceduto, negli anni precedenti, da "Everyday Everyman", e prima ancora da "For Pain Relief", attraverso un tortuoso percorso che li ha visti passare per Indigena Records e Wide, Iain Burgess e David Lenci.
Il sound, l'avrete capito, è anche per loro sotto il segno dell'avanguardia rock, concetto dominante, questo, del post-rock geometrico e cerebrale partorito dal 1993 ai giorni nostri da questi ragazzi.

Ecco, il Freak Out Festival del 5-6 settembre 2001 è l'occasione, imperdibile, per salpare alla volta dei più remoti confini dell'universo rock di questo terzo millennio. Capita l'antifona ? Non mancate !!

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