CHEMIKAL UNDERGROUND - SPECIALE LABEL
Glasgow stamattina è meno fredda del solito (immenso potere di Freak Out...?): tra gli impassibili nuvoloni grigi fa addirittura capolino un inedito, timido sole pseudo-primaverile... Accompagnato dall'ottima guida Luis, spagnolo trapiantato in Scozia, mi avvio verso l'East End della città: indirizzo alla mano inizia quindi la ricerca di Brook Street, dove ha sede la Chemikal Underground Records (The Delgados, Arab Strap, Cha Cha Cohen, Magoo, Radar Bros. e - fino a qualche tempo fa - Mogwai, Bis...). L'ufficio è accogliente, piccolo e caratterizzato da un clima tropicale del tutto artificiale. Ad aspettarmi c'è Alun, responsabile dell'etichetta e "mente" dei Delgados: una persona squisita, gentile e rilassata con cui è davvero un piacere conversare sulle attività di questa label che nel corso degli anni ha saputo smentire la tesi per cui un etichetta non può essere gestita da membri di una band. Una storia cominciata nel 1994 e coronata da soddisfazioni e consensi non indifferenti...
di Daniele Lama

La storia della Chemikal Underground è strettamente legata a quella dei The Delgados: ci puoi spiegare come ha avuto inizio tutto ciò? I Delgados, come band, esistono da sei-sette anni; già dall'inizio decidemmo di non spedire a nessuna etichetta le nostre registrazioni affinché fossero pubblicate, abbiamo da sempre desiderato aprire una casa discografica: non ci piaceva l'idea di dover cambiare la nostra musica contro la nostra volontà... è questo che succede spesso: c'è gente che sta lì a dire come devi scrivere le canzoni, come registrarle... Per questo abbiamo deciso di intraprendere questa attività, ed è per questo che siamo ancora impegnati... Possiamo dare consigli agli artisti, e anche riceverne...ma alla fine le idee sono salvaguardate... E così nacque la Chemikal Underground: la sua prima pubblicazione fu "Monica Webster", il primo singolo dei The Delgados. E da allora la C.U. e i Delgados sono sempre stati molto "vicini":..

Così la Chemikal è nata come un'etichetta gestita da membri di una band: pensi che questa sia la condizione migliore per i gruppi per avere un maggiore controllo sul loro lavoro? Si...e all'inizio fu molto difficile: se contemporaneamente sei in una band e gestisci un'etichetta, questa tua seconda attività ti porta via un sacco di tempo, tra le registrazioni, la promozione etc.. compromettendo - ad un certo punto - la sopravvivenza stessa della band. Però abbiamo capito che tra le due cose c'era una stretta relazione: il successo dei Delgados è importantissimo per la sopravvivenza dell'etichetta... abbiamo bisogno di "anticipi": è successo, in passato, che qualche band che ha avuto successo poi è passata ad etichette più grandi, e non puoi sopravvivere vendendo due-tremila copie. Noi ( come The Delgados) ne vendiamo sessanta- settanta mila. In definitiva: si, certo, puoi avere un maggior controllo su ciò che fai, ma per averlo servono comunque soldi...senza soldi i dischi non si possono registrare... Anche se ciò che è difficile, spesso, non è semplicemente far uscire un disco nei negozi, ma anche far si che la gente sia pronta per ascoltare la musica che produci, che non sempre è proprio "di facile ascolto": non è detto che una volta pubblicato un disco, la gente automaticamente lo comprerà...e così devi lavorare ancora più duramente...

Che mi dici delle riviste specializzate e delle radio? I vostri lavori hanno spesso ricevuto buoni consensi di critica... Si, anche se il problema è che molti "magazine" britannici stanno diventando sempre più conservatori e spesso non ritengono utile dare spazio alle "piccole" band, semplicemente per il fatto che non ne ricavano niente... vengono date delle precise direttive del tipo: "Decidiamo di supportare questo gruppo perché crediamo che possa avere successo, e se così sarà la gente comprerà sicuramente in seguito le copie del giornale con quella band in copertina...". E così lavorare con i grandi magazine sta diventando sempre più difficile, visto che questi sono interessati solo ai propri affari e tendono a "spingere" e a parlare di "artisti" e band che attraggono di più...Eminem, Bon Jovi... Per la radio il discorso è diverso, c'è stato un certo supporto da parte delle radio nazionali, e di gente come John Peel... l'ultimo disco dei Delgados, ad esempio, è stato suonato spesso, da diverse radio...

Te lo chiedo soprattutto per fare un confronto con la situazione delle radio in Italia, che è abbastanza deprimente: è davvero un grosso problema promuovere le band indipendenti... le radio commerciali non hanno nessun interesse nel farlo... Si... pensa che in questa città c'è una sola radio commerciale, "Radio Clyde" e nonostante il fatto che noi siamo di Glasgow, viviamo a Glasgow, nessuna delle nostre band è mai stata "passata" da Radio Clyde... ...fine prima parte


...seconda parte

Mi è capitato di vedere l'ultimo disco degli Arab Strap anche in un grande "megastore" come la Virgin... ho pensato quindi che sicuramente, in Gran Bretagna, non avete problemi di distribuzione...E' lo stesso all'estero? Sicuramente abbiamo più controllo sulla distribuzione nazionale che su quella all'estero, soprattutto per quanto riguarda i prezzi dei cd, che negli altri paesi possono essere più alti per via dell'imposizione di un prezzo da "importazione". Per quanto riguarda il cd degli Arab Strap: dovrebbe essere facile da reperire in Italia, e in tutti i paesi d'Europa, anche nei grandi negozi e ad un prezzo "controllato"... penso che sia tra i primi quaranta nella classifica delle vendite in Norvegia, e sta andando molto bene anche in Francia e in Germania... Questo è probabilmente il cd che abbiamo distribuito più velocemente all'estero...
Ti voglio chiedere qualcosa sulla musica...mi sembra che questa sia caratterizzata - per molte band di Glasgow - da un mood abbastanza triste, malinconico... Pensi ci sia una spiegazione a ciò?
Forse è semplicemente dovuto a questo posto così orribile (risate... n.d.a) Si, comunque è una cosa che molte persone dicono parlando delle band di Glasgow: dei Delgados, dei Mogwai, dei Belle & Sebastian, degli Arab Strap... ma davvero non so a cosa sia dovuto... forse davvero perché questo posto e il tempo sono così brutti, per il cibo-spazzatura, il caffè scadente (guardando nella tazza che ha tra le mani... n.d.a)... Davvero trovi questa città così brutta? A me è sembrata molto "vitale" e stimolante dal punto di vista culturale-musicale... Si, sicuramente questa è l'unica cosa buona di Glasgow: questa città è sicuramente il posto migliore in Gran Bretagna per suonare in una band... non penso che a Londra ci sono così tanti gruppi... Effettivamente c'è un "clima" che consente alle band di "crescere" in maniera abbastanza naturale, ci sono meno pressioni determinate da aspettative economiche... è una cosa che puoi notare anche con i lavori dei Delgados: abbiamo impiegato tutto il tempo che ritenevamo necessario per i nostri dischi, e così puoi vedere che il secondo disco è migliore del primo e l'ultimo è migliore del secondo... So che adesso avete creato anche un vostro studio di registrazione, che le vostre band possono utilizzare... Si, si chiama "Chem 19", è appena fuori Glasgow... gli Arab Strap l'hanno utilizzato per alcune delle loro registrazioni: è davvero un buono studio, con ottime attrezzature, e consente di rendere più accessibile il prezzo delle registrazioni alle nostre band... Quali sono i criteri con cui giudicate una band e per i quali poi decidete di mettere un gruppo sotto contratto? Come puoi vedere (indica, in un angolo, un numero impressionante di cd accatastati... n.d.a) la gente ci manda centinaia, migliaia di demo... noi li ascoltiamo tutti e vediamo quali catturano la nostra immaginazione... in verità non abbiamo scoperto molte band attraverso i demo: gli Arab Strap, per esempio, li abbiamo ascoltati per la prima volta grazie ad una demo, altre band, come i Cha Cha Cohen, avevano già fatto uscire un singolo per un'altra etichetta; poi ci piace scoprire band ascoltandole dal vivo... Giudicare i lavori delle band non deve essere semplice... Infatti, è un lavoro abbastanza faticoso: la musica più difficile da giudicare è quella che sembra abbastanza buona... perchè se ti capita di sentire qualcosa di davvero brutto, magari con dei chitarroni heavy metal o cose del genere, puoi benissimo togliere il cd dopo la prima traccia... E' terribile dopo aver passato una giornata ad ascoltare centinaia di demo arrivare alla fine e pensare che forse non ti è piaciuta nessuna... o forse solo una e pensare "Forse la dovrei riascoltare"... sicuramente la migliore cosa sarebbe quella di ascoltare non più di una decina di cd al giorno... Quali sono le novità in casa Chemikal Underground, a parte l'ultimo Arab Strap? Prima parlavi dei Cha Cha Cohen che, se non sbaglio, non sono di Glasgow... No, i Cha Cha Cohen sono di Leeds, ma con una cantante nata in Australia e vissuta a New York. Contiamo molto sul prossimo loro lavoro e su quello degli Aereogramme, entrambi in uscita quest'estate... Abbiamo intenzione di pubblicare pochi dischi per volta, e concentrarci meglio su questi lavori: il disco dei Cha Cha Cohen e quello degli Aereogramme saranno sicuramente di ottimo livello. Ciò di cui la Chemikal Underground veramente ha bisogno è avere un paio di band dello stesso livello dei Delgados e degli Arab Strap, due band di successo... e se riusciamo a fare in modo che queste band siano appunto i Cha Cha Cohen e gli Aereogramme, allora la Chemikal potrà lavorare con nuove band...In Italia chi vuole intraprendere un'attività come un'etichetta indipendente può chiedere delle sovvenzioni dal governo, è lo stesso qui in Scozia? Si, recentemente il ministero per le arti in Scozia ha messo a disposizione delle etichette dei soldi: sono centomila sterline, ma se consideri quanto costa attualmente registrare e promuovere un disco... certo se potessimo avere questa somma per noi sarebbe un'ottima cosa, ma se pensi che questa somma va divisa tra tutti coloro che vogliono produrre un disco, allora ti accorgi che centomila sterline non sono davvero niente... Comunque non abbiamo mai chiesto soldi dal governo, c'è tanta burocrazia per queste cose, tanti modelli da compilare che dovremmo assumere qualcuno solo per fare ciò... E per quanto riguarda l'attività live... quali delle vostre band è, o sarà, in tour? Potremo vederne qualcuna in Italia? Si, gli Arab Strap saranno in Italia per tre giorni (21 maggio Ferrara, 22 maggio Milano, 23 Maggio Biella n.d.a.): dopo un tour in Gran Bretagna suoneranno in Belgio, in Olanda, quindi in Francia, Germania... poi si vedrà a seconda di come venderà il disco... la settimana scorsa erano in Giappone... A proposito...penso che la promozione attraverso i live al di fuori dell'Europa sia abbastanza difficile... Si, è molto difficile... Gli organizzatori di concerti negli Usa tendono a non contattare le band europee: fare un tour negli States è molto costoso, soprattutto per quanto riguarda i trasporti... Gli Arab Strap per il loro tour americano saranno accompagnati da otto persone, noi Delgados quando siamo stati negli Usa ci siamo portati dodici persone... può risultare davvero una spesa consistente... Così gli organizzatori dei concerti americani preferiscono lavorare quasi esclusivamente con band americane...

La chiacchierata va avanti ancora per un po', ma perlopiù si tratta di consigli sui club da frequentare a Glasgow, considerazioni sull'insolita giornata di quasi-sole, commenti con Luis sul mitico ciclista spagnolo Pedro Delgado (da cui, appunto,
"The Delgados") e saluti e ringraziamenti di rito...


 
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