OI! : LA VERA FORZA DELLA STRADA - del Marzo/Aprile 1997

A 17 anni dalla prima comparsa di Skinheads ed OI!-fans in Italia, abbiamo fatto domande ai vecchi e nuovi animatori del cosi detto Movimento OI!, per tastare il polso di uno dei più importanti e contraddittori avvenimenti riguardanti l'universo giovanile. Questa sommaria panoramica è anche un atto di giustizia a tanti schietti e proletari ragazzi dopo gli attacchi riservati loro dai mass-media asserviti alla cultura dominante. E' importante riportare chiarezza tra gli adepti della musica alternativa senza sventolare facili slogans e far comprendere una volta per tutte l'unica innegabile realtà: non sempre dentro una testa rasata farnetica un cervello da Nazi! (per correttezza terminologica e per non confondere la merda con la cioccolata, d'ora in avanti li chiameremo BoneHeads).
L'OI! non è una dottrina religiosa, non è una scelta politica, non è una moda...l'OI! è semplicemente una naturale predisposizione di cuore espressa in una fiera protesta contro tutto il marciume di ciò che ci gira intorno.
L'OI! è il Punk "ideologico" dei centri sociali subalterni, oppure, come afferma lo scrittore Stewart Home, è il dispiegarsi della dialettica Punk-Rock dove nel tentativo di trasformare qualitativamente il messaggio era necessario aumentare il livello quantitativo della retorica sull'essere 'working class' (non per niente questa energica manifestazione sonora prese i natali nel povero East End londinese!).
Al di là dei tentativi di reclutamento sia da parte della destra che della sinistra, esiste una vera e propria passione "apolitica". La scena dell'OI!-music è costituita da "ragazzi come Tu & Me", da suburban rebels, da monelli con il viso sporco, da Rudies, Pinheads, Skins, Herberts, patiti della Vespa e della Lambretta, Punks, pogatori di ogni tipo... e non solo. In sostanza si tratta spesso di gente che guarda in faccia alla realtà con alla base un profondo spirito Do It Yourself, sbattendosene della laida politica dei palazzi, rifiutando l'inquinamento filo-nazista. Agli albori del fenomeno nazionale circolavano tra i veri kids molti individui confusi che poi fecero dei rovinosi volta bandiera, e l'atmosfera che respirava era della festa e dell'incoscienza. Sin da allora un certo 'orientamento positivo' fu delineato ed i ragazzi della strada guadagnarono sul campo una voce ufficiale. E proprio quando tutto sembrava perso nel caos, e dopo il parziale sfaldamento dello stakhanovista lavoro svolto da Steno con i suoi Nabat e la C.A.S. records per creare una mentalità alternativa OI! & PUNK lontana da ogni sorta di imbecille contaminazione; ci fu il coraggio di molti di resistere e cercare di uscire fuori dalla sciocco stereotipo skin=cattivo...e se nazi ancora di più. L'opera di Marco Balestrino con i suoi Klasse Krimiale e la sua Kriminal Class 'zine , cercò di togliere più elementi possibili dalle grinfie sobillatrici del nemico (vedendosi piovere addosso critiche infondate!). Si costituirono nuovi ensemble derivati da una profonda rivoluzione coscenziale dei membri, giunse in Italia il messaggio dello S.H.A.R.P., i centri sociali aprirono finalmente le porte, tornarono perfino i Nabat e con l'acquisita maturità venne anche ridimensionato tutto il movimento con l'acquisizione di strategie pensate maggiormente e più costruttivamente all'unione dei giovani.
Ecco a voi cosa dicono gli autentici protagonisti di una lotta sostenuta dai Kids per i Kids. Iniziamo da Alberto Rambaldi dei Nabat : "se dopo tanti anni ha ancora un senso essere Kids on the streets? Beh, forse no è proprio esatto definirci kids visto che abbiamo passato la trentina. Comunque anche se in questi dieci anni di acqua ne è passata sotto i ponti, non rinneghiamo certo la nostra storia e non risponde ad una casualità se continuiamo ad aprire concerti con il brano 'Scenderemo nelle strade'.
Nell'OI!, si possono rintracciare elementi rassicuranti da poter sperare in un futuro migliore per tanti giovani proletari?
"Per i Nabat l'OI! ormai è un concetto restrittivo. I giovani proletari il futuro se lo devono costruire da soli, giorno dopo giorno rimboccandosi le maniche e sporcandosi le mani 'giù nelle strade'; senza cercare elementi rassicuranti in questa o quell'altra band perché di eroi ce ne sono già troppi. Sicuramente il punk può comunicare rabbia e voglia di cambiare, come del resto tutti gli stili nati nelle strade (ska, reggae, folk, blues...), ma per noi la cosa più importante consiste nell'avere la testa sgombra da schemi e pregiudizi". Marco Balestrino un tempo dichiarò : "la realtà non un'ideologia e che l'OI! è la realtà di tutti i giorni".
Ecco concise considerazioni di Marco sul significato ultimo di OI!-music e cultura Skinhead: "esiste un grande significato dentro le definizioni OI!-music e Cultura Skinhead, tuttavia è inutile ripetere le stesse cose già dette, e più di parlarti del mio stile esistenziale, riferirò degli ultimi importanti avvenimenti e della giusta attitudine al movimento OI!. La situazione sembra migliorata rispetto ad anni fà, con concerti, nuove bands, dischi...Ogni mese escono decine di cd, lp, ristampe e moderne promesse. Teniamo duro e non facciamoci inculare per la seconda vota, perché oggi è come nei primi '80, si respira quell'aria, i kids sono ancora nelle strade. Il '95 senza dubbio è stato un buon anno, l'anno del ritorno, tanti kidz e molti ensembles vecchi e nuovi. Il '96, invece, è stato l'anno della stupidità: divisione, gelosie, malignità; ma abbiamo molta speranza e le cose stanno andando nuovamente bene. Non facciamoci fregare dagli invidiosi, dai nazi o dai bastardi. Lavoriamo sodo & uniti! Poi riguardo all'OI! e alla politica ti racconto alcune considerazioni: la politica non sono i partiti corrotti e le elezioni, ma un altro operaio in cassa integrazione, i bambini abbandonati nella spazzatura, il tuo filmato di una domenica pomeriggio in questura, la stampa che decide che band puoi vedere e di che band si può parlare, chi è stato picchiato dai bonehead ed ora gira con loro, gli sbirri che distruggono un angolo di libertà. E' la vita di tutti i giorni per un ragazzo come noi, per chi non ha un lavoro e dei soldi in tasca. Siamo tutti noi -Tu & Io, Skins, Punks, squatters, ragazze madri, senza casa, disoccupati, immigrati. Che la nostra musica possa cancellare una parte di pregiudizi e intolleranza in questo fottuto mondo... Stay free & combatti per i tuoi diritti!!! OI! Siamo Tu & Io vincenti.
Proseguendo il nostro percorso tra le varie sfaccettature del movimento proviamo ad ascoltare il leader di una giovane band di Verona; Enrico De Angelis dei Los Fastidios: Birra, OI! e divertimento: può essere ancora significativa questa condotta esistenziale? "Questo motto era il titolo del nostro primo e.p., ed è anche e sarà sempre il motto dei Los Fastidios. Una condotta esistenziale per i kids solo nei momenti di svago come ai concerti, ai raduni, alle feste. Nella vita di tutti i giorni, invece, deve essere presente una certa serietà ed un preciso impegno: ricordarsi che non può essere sempre baldoria e che bisogna giornalmente allacciarsi gli scarponi e darsi da fare".
Cosa desiderano/rivendicano i nuovi kids italiani alle soglie del 2000?
"Si desidera un po più di tranquillità tra di noi e nel rapporto con l'esterno: basta con stupide liti, invidie. I veri kids (punks, skins apolitici, S.H.A.R.P., Red-Skins, Mods, rude boys e scooterboys!) devono restare uniti; non dobbiamo chiuderci in gabbie mentali. Rivendichiamo le nostre origini proletarie e anti-razziste per lottare insieme contro i veri nemici del movimento OI!: i boneheads!
Qual'è il vero spirito dell'OI! movement? "Il movimento OI! è la vera voce della strada, è la voce di tutti i ribelli bianchi e neri che vogliono uscire fuori dagli schemi imposti dalla società. Si tratta di un fenomeno spontaneo, genuino, di protesta e di aggregazione. If the Kids are united, they will never be divided!".
Emiliano Moratelli , dei Five Boots (gruppo con esperienze in centri come l'Ex CIM a Perugia e del Gramma a Cosenza) ci parla degli Skinheads contro i pregiudizi razziali: " lo S.H.A.R.P. è un'organizzazione di Skinheads (e non solo) contro il razzismo. Nata per far capire alle persone comuni che molti ragazzi rasati, in boots e bretelle non hanno nulla da spartire con celtiche e fascismi vari. Chi è razzista non può essere considerato uno Skin perché la nostra cultura parla chiaro sin dal '69, con la Trojan rec. ed il rocksteady, fino ai giorni dell'OI! quando il più grandi suonavano ai concerti contro il National Front inglese. In questo spirito il futuro del movimento OI! sarà grande perché come per il punk '77, l'hard-core e lo ska la giusta attitudine non morirà mai e ci saranno sempre ragazzi pronti a sbattersi. Naturalmente non è tutto oro quello che luccica, e ci sono diversi stronzetti che fanno gli skin per moda. I kids li vedo bene in ogni luogo e finanche nei centri sociali. non credo che uno Skinheads debba essere per forza comunista o anarchico, ritengo una caratteristica basilare che sia anti-fascista e anti-razzista.
Per dovere storico abbiamo parlato con Lorenzo Tovoli dei ricostituiti Klaxon di Roma: che differenza hai trovato tra la vecchia e nuova scena? "Credo che dalle origini l'OI! sia cambiato in meglio, sarebbe però auspicabile una maggiore apertura mentale da parte dei seguaci e degli addetti ai lavori in campo musicale onde evitare l'auto-ghettizzazione che i movimenti di questo tipo subiscono spesso dalla stampa ufficiale. Quale peso ritieni abbia avuto il fenomeno OI! in tutti questi anni? Penso che questo particolare stile sia servito in qualche modo al rafforzamento della scena musicale italiana, almeno di gran parte di quella che è vicina al panorama underground. Entrando più nello specifico, invece, il valore dell'OI! è stato quello di dare una continuazione logica al punk anche se in modo diverso". Infine, come ultimissima postilla, riporto il significato dell'Orgoglio di Essere se Stessi che Folco Bianchi della fanzine Pinhead Generation considera come il fondamentale elemento per essere un OI!-man:
"Una delle caratteristiche più importanti del'OI!-movement è l'individuale consapevolezza di sapere che nulla potrà cambiare procedendo sui binari ormai danneggiati dall'usura".

di Ivan Nobili

 

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