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PROGRAMMA
info e dettagli tel. 081.8822687 e-mail:freakout@libero.it
>07/4
Embryo (Ger), @
Pegaso - Torre del Greco
http://www.embryo.de
>14/4
CUT (Bo)+ the Preachers
(Na), @ Pegaso - Torre del Greco
http://www.gammapop.com
& http://www.thepreachers.it
>24/4
Devics (Usa), @
Pegaso - Torre del Greco
http://www.devics.com
>25/4
Calla (Usa) + Blessed Child
Opera @ Pegaso - Torre del Greco
http://www.callamusic.com
>26/4
Old Time Relijun (Usa), @
Pegaso - Torre del Greco
http://www.southern.com/southern/tour/tour.cgi?band=OLDTI
NB
: LA DATA DEGLI OLD TIME RELIJUN E' SALTATA, SARA' RECUPERATA
A FINE MAGGIO !!!
>28/4
Kreidler (Ger), @
Sanakura - Napoli (!)
http://www.ikreidler.de
>04/05
Giardini
Di Miro' @
Pegaso - Torre del Greco
http://www.homesleep.it/gdm
>07/5
Rollerball + OVO (Usa)
@ Pegaso - Torre del Greco
http://roadcone.com/artists/rollerball.html
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Embryo
Sarà
una formazione classica con alcuni musicisti che sono coinvolti
nel progetto da decenni come Dieter Serfas, che collabora con
Christian Burchard da quarant'anni ormai, e che erà un batterista
importante degli Amon Düül II, essendo uno dei migliori percussionisti
della scena tedesca. Avendo imparato l'arte della percussione
africana, ha reinvitato il talking drum come strumento a pedale,
unico in tutto il mondo. Con Michael Wehmeyer, è tornato uno
dei musicisti degli anni '70 e '80, che faceva parte del viaggio
in India più di vent'anni fa. Marty Cook, recentamente eletto
come migliore trombonista suona con gli embryo da qualche anni,
ed è disposto e capace di eseguire anche i ritmi e le microtonalità
della musica orientale. Il risultato sicuramente sarà un nuovo
passo in avanti per la world-music contemporanea.
Marty Cook - trombone Jens Pollheide - basso elettrico,
flauto Karsten Hochapfel - cello, ud, chitarra Michael
Wehmeyer - tastiere, percussioni, voce Lothar Stahl
- percussioni, marimba, batteria Dieter Serfas - batteria,
talking-drum, voce Christian Burchard - vibrafono, santour,
tastiere, percussioni
CUT
+ the Preachers
Per
la prima volta in Campania i gammapoppers CUT.
La band bolognese offrirà un live show degno dei migliori
Stooges innamorati del rock'n'roll. Sanguigni, fashioned e tribali
allo stesso momento. La furia dei Cut, appena uscito il secondo
full-lenght, proietta il "rock" italiano in una dimensione
internazionale che non ha niente da invidiare ad altre realtà
americane.
il
fantasmagorico combo di Torre del Greco in tunica nera e boxer
multicolori. Beach Boys, Hendrix, Pixies, California pop-core
e Zecchino D'Oro, oramai è materiale freschissimo, nuovo, irresistibile.
Siamo in pieno delirio demenziale, l’universo Preachers si fa
strada in tutta la sua essenza di falsetti, testi nonsense,
melodie iperboliche, in un trionfo di adrenalina e colorati
scherzi sonori... Sì, in tutto questo grigiore di grandi fratelli
e pokemon vari, ne avevamo proprio bisogno !!
Devics
Chitarre
“pulp fiction” che si alternano a un piano impolverato lieve
e delicato, una voce femminile (Sara Lov) leggera ma decisa,
echi della new wave inglese, di andamenti latini ma anche delle
atmosfere dei Portishead nel gusto dark dei giri armonici e
delle melodie. La perfetta sintesi tra romanticismo, atmosfera,
canzoni retrò e guitar power. La malinconia si diffonde come
un virus in tutte le canzoni, con palese strazio elegante, ispirato
e dolce.
La band di Los Angels torna per la terza volta a Torre del Greco,
oramai una seocnda casa!
Calla
+ Blessed Child Opera
I
Calla, trio texano trapiantato a New York, sono senza dubbio
unoi dei nomi più caldi emersi dall'underground americano
degli ultimi anni. Sono sul punto di esplodere, tanto che per
produrre il loro albums si è scomodato Michel Gira (Swans).
"Flemma assoluta. Elogio della lentezza. Come camminare
nella sabia per giorni. Il lato oscuro di tutto, ottenebrato
ancor più dalla produzione di Gira...vengono in mente
i Cure di Tijerina ma sopratutto i God Machine". (cfr.
Blow Up, Rumore)
Apriranno il live il nuovo gruppo di Paolo Messere
(Silken Barb). Hanno appena pubblicato l'omoimo album per la
...Zzz prod. di Torino. Atmosfere sognanti e complici sussurri
in un altalenante rumorismo con archi.
Old
Time Relijun

Apocalittici,
isterici, pagani, selvaggi, primitivi, malefici e bastardi ...questo
sono gli OLD TIME RELIJUN . Non a caso vengono spesso accostati
a Capitan Beefheart come a Nick Cave (degli esordi) ai Butthole
Surfers come a Jon Spencer.
Arrington de Dionyso :"Gli Old Time Relijun sono
come il sesso in una foresta o in una caverna, con le urla di
un mantra sessuale fuori di testa, col sangue che scorre attraverso
il sottobosco di "posti riccioluti" (!), con il fuoco nella
gola."
"Noi siamo i poeti sciamani. Facciamo musica. Osiamo sognare.
Siamo gli archeologi che scavano il labirinto della primordiale
musica degli esseri umani. Questa musica è suonata non solo
con violenza, ci sono tanti altri aspetti più imprevedibili.
Alcuni suoni della voce e degli strumenti vanno a stimolare
il sistema nervoso centrale, questa è la verità. Ascoltare gli
Old Time Rellijun è un'esperienza sensuale, ma può anche migliorare
la memoria, la salute e la spiritualità. E' un dato di fatto.
Il nostro mondo musicale evidenzia il profondo paradosso che
esiste tra lo spirituale e l'erotico"
Kreidler
Sotto
questo moniker si cela nient'altri che Stefan Schneider, bassista
dei To Rococo Rot. Approfittando dei periodi di letargo del
combo palindromo, Schneider (anzi, Kreidler) ha già partorito,
sin dal 1996, quattro lp - escluso il presente - e un ep. Mentre
la band di provenienza è di stanza a Colonia (leggi Can), il
nostro fa "residenza" a Colonia (leggi Kraftwerk), ciononostante
a tali coordinate geografiche corrispondono coordinate musicali
esattamente inverse: mentre i Rococo fanno proprie le robotiche
escursioni elettroniche di Ralf, Florian & co., Kreidler rifugge
battute tipicamente danzerecce, mettendo il ritmo al servizio
di melodie filo-psichedeliche decisamente più vicine a quelle
espresse da Liebezeit, Czukay & co., dandogli uno spiccato taglio
chill out ben in sintonia con l'attualità clubbistica. E parlando
di attualità vengono in mente i già celebrati Tarwater.
Rollerball +
OVO
Immaginate
Miles Davis prelevato anima e corpo (e tromba) da metà anni
settanta e steso sul tavolo operatorio di qualche chirurgo della
Warp. Immaginate i Suicide in combutta con i Dirty Three. Immaginate
Wyatt ospite a pranzo ai Soma Studios di Chicago. Immaginate
tutto, e il contrario di tutto. Ciò è quanto in sintesi possiamo
dire di questo disco, e di questo combo, proveniente dal nulla
musicale - a meno che non sappiate citarmi qualcuno uscito dalle
innevate vette del Montana - ma di stanza a Portland. Tanti
sono gli strumenti (tromba, piano, clarinetto, sax, fisarmonica
tra gli altri) maneggiati dai cinque del Montana, ma tra questi
non figura la chitarra. Sembrerebbe questa una presa di distanza
definitiva dai canoni rock, eppure non ci sentiamo di escluderlo
dai punti ispirativi di partenza di questo progetto - sebbene
non si tratti di rock comunemente inteso. Inutile dire che la
matrice jazz è quella prevalente, non altrettanto superfluo
è invece sottolineare come la free form assunta da questa matrice
si erga ben al di sopra dei tanti sbiaditi tentativi di dare
un degno seguito alle intuizioni di uncle Miles.
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